mercoledì 29 aprile 2009

Aglio, olio e peperoncino

O, come si dice a Roma. ajo, ojo e peperoncino!


Questa non è propriamente una ricetta, diciamo più un'idea furba!

Lo scorso anno ero invasa da peperoncini che, incredibilmente, ero riuscita a far crescere nel mio giardino. In piena estate, quei deliziosi fiorellini bianchi, si trasformarono in altrettanti, piccanti e rossi peperoncini, uno spettacolo per gli occhi !!
... così bello che non potevo non fotografarlo, e quando *coral reef* di coquinaria li vide, mi chiese subito se li avessi coltivati io... sisi, dissi con orgoglio, io!
E mi dette quest'idea che trovai sfiziosissima, oltre che utile e sbrigativa, cosa non da poco!

Io ne utilizzo la punta di un coltello per fare sughi velocissimi di pomodoro, o gli spaghetti ajo, ojo e peperoncino, e per aromatizzare velocemente qualunque pietanza dove si utilizzino appunto aglio, olio e peperoncino.

Poco più di 1 minuto per realizzarla e 1 anno per utilizzarla, non è geniale?? 

E' possibile utilizzare sia i peperoncini freschi, che quelli appesi!
Quest'anno ho utilizzato questi ultimi... 

E con questa idea "furba", partecipo al CONCORSO SOTTOVETRO della Wiggi!




AGLIO, OLIO E PEPERONCINO

Ingredienti

aglio, olio extravergine di oliva  di quello buono, sale fino in abbondanza e, ovviamente, peperoncini rossi e piccantissimi, freschi o secchi!



Tagliarli a rondelle, io ho usato anche quelli secchi piccini, e sistemarli sul fondo di un vaso



Aggiungete dell'aglio a spicchi, pulito e senza l'anima

Senza-titolo-2 da te.

Cospargete di sale fino abbondantemente, circa 2 o 3 cucchiai e proseguite fino a 3/4 del vaso alternando a strati, peperoncini, aglio e
sale molto abbondante... è molto importante per la conservazione e l'unico modo per evitare muffe! 
E non preoccupatevi, non si sentirà quando lo userete...

Senza-titolo-3 da te.

Proseguite versando dell'olio buono fino a coprire di poco più di un dito gli ingredienti


ajo ojo e peperoncino  da te.

Chiudete bene il barattolo, riponetelo al fresco e al buio per circa un mese, dimenticatevelo in dispensa, insomma...

ajo, ojo e peperoncino da te.

Dopodichè usatelo con parsimonia (pizzicaaa!!! ) ne basta mezzo cucchiaino, anche meno, per un sughetto per 4 persone.
Se vi sentite più tranquilli, io ho fatto così, dopo il mese di riposo, riponetelo in frigo, e di sicuro così dura un anno!!

lunedì 27 aprile 2009

Super Plumacake al caffè di Mamà Lucchetti!

A grande richiesta, ecco a voi il Super Plumacake al caffè di una Super Mamma, la mamma più famosa del mondo, non ci credete??



Guardate qui, allora...
Dunque lei è Laura meglio conosciuta come Una Mamma e 7 Laghi, 5 splendidi figli, ammiratela nella foto del profilo del suo blog e poi ditemi se non pare una Madonna col Bambino!
L'altro giorno pubblica questa torta al super caffè sulla Cucina Italiana, la noto subito, mi fa già gola solo leggendo la sua ricetta, il giorno dopo trovo un'oretta e replico... e  nel frattempo mi chiedo dove trovi lei il tempo, perchè, non solo ha 5 splendidi bambini, ma cucina, fa interviste a personaggi come Giorilli, scrive di cucina e letteratura, lavora in una radio, Laura ma come faiii??
Insomma, è o non è una super Mamma, e super doveva essere anche la sua torta, e infatti...

... infatti la cucina è stata invasa per un giorno intero dal suo splendido profumo, un intenso profumo di caffè e di cioccolata, e quando l'addenti, al primo morso, sogni già la seconda fetta.
Be', poi credo che la foto parli da sola, non ho fatto a tempo a pubblicarla che la mia casella di posta è stata invasa di richieste... quando pubblichi la ricetta di quella meraviglia lì??

Eccola, vi scrivo la ricetta così come l'ha scritta lei, è anche troppo simpatica!!

IL SUPER PLUMACAKE AL CAFFE' DI MAMA' LUCCHETTI


E’ vero che chi ha una prole numerosa la prende con più filosofia – me ne sono accorta in corso d’opera di essere più rilassata adesso di quando ero mamma di due o di uno solo – ma è innegabile anche che, se non si hanno particolari aiuti in casa, i minuti per se stesse diventano davvero contati.
E’ da tre settimane che, non appena tento di scrivere due righe, qualcuno si mette a piangere, e mi ritrovo a dover fare tutt’altro: così desisto dall’impresa di aggiornare il blog. Mi spiace così tanto, ma non ho alternative.
Stasera forse ce la faccio a scrivervi almeno una ricetta. Avrei da raccontarvi tutta Pasqua, poi c’è stato il compleanno di Enrico con la torta decorata, e ancora quello del papino – ma rimando ancora. 
Copio-incollo invece la torta di caffè-super che ho preparato ieri sera da uno spunto che mi ha dato Carmen con il suo plum cake striato al caffè. Sono due dolci completamente diversi ma è il modo di concentrare il gusto del caffè che mi ha colpito e l’ho voluto riproporre nella mia torta.

TORTA AL SUPERCAFFE'

200 g zucchero, 3 uova medie, 150 g farina 00 e 100 fecola, 10 g di lievito (non un grammo di pù né uno in meno), una caffettiera di caffé per due, 100 g di burro, 40 g di olio di mais, caffé solubile a piacere (io ne ho usati 4 cucchiaini colmi).


Sbattete i tuorli con lo zucchero e un goccio di caffé, poi sempre montando unite il burro fuso raffreddato. Incorporate setacciati la farina, la fecola e il lievito e piano piano mescolate con il caffé ormai freddo nel quale avrete sciolto, quando era caldo, il caffé solubile: lo specifico perché capita che usando il caffé solubile di alcune marche non si sciolga quasi mai per intero e allora non è proprio simpatico l'effetto.

Sempre nello stesso bicchiere nel quale immagino avrete versato il caffé avrete pesato l'olio (per non usare due bicchieri: odio sprecare energie, ho già troppo disordine in casa, e poi faccio già troppa fatica a far entrare la roba in lavastoviglie ).

Alla fine unite delicatamente gli albumi montati a neve ferma e versate nella tortiera da 24 cm. Ora, non per fare quella che salta su con la piena, ma sapevate vero che esiste in commercio una tortiera da 24 per il gas, sulla falsariga della ciambella della nonna o pseudo-Petronilla che dir si voglia (occhio che qui è questione di marchio: sul mio blog mi hanno scritto i proprietari della vera Petronilla chiedendomi giustamente di cambiare nome alla tortiera di cui parlo sempre. Mi pare giusto). La vogliooooo!

La cottura dura 45 minuti a 170 °C. Viene una simpatica cupola.



NOTE MIE: 

Io ho usato, invece uno stampo da plumcake da 30 cm. il risultato è altrettanto fenomenale! 

Ho cotto in forno a 200°/210° per i primi 20/25 fino a che si è alzato ben bene e ha fatto lo spacco, dopodichè ho abbassato a 180° e ho proseguito la cottura. 
Ho spolverato, poi, di zucchero a velo e decorato con una salsa al caffè e cioccolato fondente ottenuta facendo bollire poca acqua, circa 3 o 4 cucchiai, 1 cucchiaino di burro, 2 quadrotti di cioccolato fondente e 1 cucchiaino colmo di caffè solubile.

Non è delizioso, così tutto maculato di salsa caffè e cioccolato??

plumcakeecaffè da te.

venerdì 24 aprile 2009

Zucchine al tomino e profumo di maggiorana



Eh, già! L'altro giorno avevo a disposizione una mezz'oretta ed ero nei paraggi dell'Eurospin, spesa non ne dovevo fare, ma dov'è che va una foodblogger quando non ha nulla da fare? A vedere se trova la caccavella che le manca, ahahahha!!
E dov'è che di solito mi fiondo?? Al reparto farine, fosse arrivata quella che mi manca alla collezione, che la devo mettere insieme alle altre a farsi compagnia, in attesa della farfalle... 
Ok, al reparto farine, che palle, nulla di nuovo...

Ma mi cade l'occhio su una confezione di tomino al reparto fresco, e non era GràGrà che mi faceva una testa così sul tomino o tuma per fare la scacciata?? O forse era la tuma? 
E col tomino che ci fo'?? 
Vabbè, io intanto lo piglio, qualcosa poi ci faccio ;)
Menti foodbloggersiane, ehehehe...

Torno a casa chiamo Grà, e mi fa... Paole', ma che tomino, per la scacciata la tuma ci vuole! Ah!
A casa qualcuno azzarda, ce lo mangiamo così? 
Nun ce prova'... 
Il food blogger ci deve far "qualcosa"! Mangiarselo così?? ... e basta? ... ma che gusto c'è?

Ci penso un po' e mi tornano in mente delle bellissime foto di zucchine ripiene, non ricordo di cosa, sì, le avevo viste qui, vado a vedere...
C'è la ricotta, però uhmmm se ci sta bene la ricotta, con il tomino se po' ffà!!
... e con la maggiorana, che è appena spuntata nel mio giardino....


ZUCCHINE AL TOMINO E PROFUMO DI MAGGIORANA

Ingredienti:
  • 3 zucchine grosse
  • 250 gr di tomino fresco
  • 1 tuorlo
  • 1 cucchiaio di parmigiano
  • la mollica di due fette grosse di pane
  • latte
  • sale
  • pepe
  • maggiorana
  • 1 cucchiaio di pan grattato
  • olio extravergine di oliva

Procedimento:
Lavare e mondare le zucchine. Tagliarle a rondelle di 4 cm di altezza. Svuotarle con l’aiuto di un coltello o lo svuotazucchine, e gettare lo scarto. Disporre le rondellone su una teglia con un po’ d’olio, salarle leggermente e infornarle a 180° per un quarto d’ora. 
Intanto mettere a bagno nel latte le tre fette di pane, lasciarle circa 10 minuti, dopodichè prenderne la mollica, strizzarla bene e metterla in una ciotola.
Frullare nel mixer il tomino, fino ad ottenere un impasto omogeneo e cremoso. Aggiungerlo nella ciotola del pane, insieme al sale, il tuorlo, il parmigiano e qualche fogliolina di maggiorana.
Tirare fuori dal forno le zucchine e riempirle con la crema appena fatta, cospargere col pangrattato e un filo d’olio. Infornare a 180° fino a doratura. Servire con decorazione di maggiorana.

Buonissime e stuzzicanti!

mercoledì 22 aprile 2009

La Torta buona della zia Gabriella

La zia Gabriella è in realtà mia cognata, ma se Nonna Ines è la nostra nonna, lei è la zia di tutti noi in famiglia! A volte brontolona, altre rompe un po', ma con un cuore grande e generoso...
L'altra sera mi chiama e mi fa Paola, vuoi venire a cena da me? Però non ho nulla, ti faccio un uovo al tegamino!


Be', ma dovete sapere che lei è una gran cuoca, di quelle che, dolci a parte, dategli da fare qualunque cosa e le riuscirà divinamente, pure un ovo fritto! Di quelle che non usano bilance, non scrivono, non segnano, insomma, tutto l'opposto di me !!

Ok, un ovetto al tegamino? Ci sto, tra poco arrivo... tanto lei pure un uovo al tegamino le riesce speciale!

E infatti così la trovo, uova ruspanti pronte, fuochi accesi, tartufo per l'ovetto fritto, il tutto preparato in una tavola apparecchiata con semplicità ma con grande cura, così come è lei.
E da una parte, in un angolino vedo una torta, bella, gialla e dall'aspetto delicato... 
Gabrie', ma chi l'ha fatta quella torta lì?? 
Io! 
Teeee??? 
No, perchè come dicevo lei i dolci non li fa mai, non le piace dice...
E come l'hai fatta? La guardo e aggiungo... hai montato prima burro e zucchero, vero? 
Sì, come hai fatto a capirlo?? ehehehe, si vede!
Insomma, dammi 'sta ricetta, va', le dico dopo averla assaggiata un pezzettino... delicata, soffice, si scioglie in bocca... e buona, buona, sa di casa 
La ricetta? boh, ho fatto a occhio!
Oddio, no! ... a occhio come?
Ho preso 3 uova grossissime di galline ruspanti, me le ha regalate un'amica... vedi com'è bella gialla?
Vedo, vedo...
E poi?
Sì, come dicevi ho montato burro e zucchero con le fruste elettriche, il burro non l'ho pesato ma era poco meno di 1/2 panetto...
Ok, memorizzo, 100 gr circa.
E lo zucchero?
Lo zucchero 'na manciata!
Come 'na manciata, Gabrie'... 
sisi na manciata!
vabbè...
e poi?
Poi ho aggiunto i tuorli... 
Uno ad uno? 
Sì, e poi latte, farina... 
Quanto latte, e quanta farina?
Il latte un bicchiere normale...  la farina boh, a occhio!
Aiutooooo!!
Ok, com'era l'impasto finale, prima degli albumi, perchè questi li hai aggiunti alla fine montati, vero? 
Sì, era morbido, ma se lo lascavi cadere dal cucchiaio non colava, cadeva a pezzi.
Perfetto, ho capito!
Ah, e il lievito una bustina alla fine, e una grattatina di limone!
Ah, senti, e come l'hai cotta?
In forno...
Ma va'? A quanti gradi?
Ah, boh e che ne so, m'ero pure scordata di accenderlo, l'ho messa in forno quasi freddo, insomma appena acceso...
Ecco, ecco perchè non ha cupolette ed è bella liscia sopra, pari pari come piace a me! Lo dice sempre GràGrà, glielo aveva insegnato la sua zietta che queste torte vanno infornati a forno appena acceso!

Mi gusto la cena, uovo al tegamino con grattatina di tartufo finale, 'na goduria! Finiamo con questa torta buona e torno a casa pensando la devo rifare, pesando tutto ovviamente.

E' tornato tutto, tranne lo zucchero, 'na manciata è solo 30 gr nelle mie mani, io ne ho messo 100 gr alla fine! O forse, ci ho pensato dopo, la manciata era a piene mani, tutt'e due ;)


Che delicatezza di sapori, profumata, soffice e buona, si scioglie in bocca...

LA TORTA BUONA DELLA ZIA GABRIELLA

Ingredienti:
100 gr di burro
100 gr di zucchero
1 pizzico di sale
3 uova ruspanti, o altrimenti belle grosse, grosse (marjlet dice meglio medie, 65 gr l'una)
160 ml di latte fresco
250 gr di farina 00
1 bustina di lievito
1 grattatina di buccia di limone

Procedimento:
Setacciare bene la farina col lievito e il pizzico di sale. Montare bene con le fruste il burro predentemente lasciato a temperatura ambiente una mezz'oretta prima, con lo zucchero e la buccia di limone fino a farli diventare soffici e spumosi.
Aggiungere i tuorli uno alla volta, mettere il secondo quando il precedente sarà già amalgamato.
Continuare con la farina alternando al latte fino alla fine degli ingredienti.
Aggiungere in ultimo, molto delicatamente, gli albumi montati a neve fermissima. Nel frattempo accendere il forno impostando la temperatura a 170°.
Imburrare e infarinare uno stampo da 22/24 cm. e infornare quando la temperatura avrà raggiunto circa 50°/60°.
Cuocere per circa 45 minuti, ma fare la solita prova stecchino.

I CONSIGLI DI MARJLET

Cara Paoletta stamattina ho preparato questa torta per i miei bambini l'hanno letteralmente divorata: è buonissima!
Ho letto un po' i commenti e essendo questa una torta appartenente alla famiglia delle paste margherita forse ho capito dove sta il problema riscontrato da alcune in merito alla sofficita'.

1. Spesso capita se si aggiungono troppi liquidi e grassi che il tempo richiesto in forno sia maggiore rispetto ad un classico pds, e il colore della superficie spesso puo' trarre in inganno: meglio prolungare piu' la cottura con una fessura aperta come dici tu che tirare tutto fuori prima... si rischia un crollo e un impasto interbnamente un po' troppo compatto.

2. Secondo me latte e uova vanno messe a temperatura ambiente, mettendole fredde l'impasto soffre.
Ho pesato le mie uova: erano circa 65 gr. l'uno, quindi diciamo che ho usato uova medie!

3. Altra cosa fondamentale sono gli albumi incorporati all'impasto: bisogna stare attenti a non smontarli per non far perdere al dolce sofficita'!


lunedì 20 aprile 2009

Il Babà 2 la vendetta, La brioche rustica e monoporzione!

Che il babà classico di Tinuccia (classico perchè dolce) sia "eretico" oramai è assodato, visto che non utilizza un procedimento propriamente corretto per un lievitato... che sia buonissimo comunque, è assodato lo stesso, anche se qualche napoletano avrà gridato "allo scandaloooo!!"...
Che poi a me piace rischiare, osare, questa è un'altra storia! 


L'altro giorno leggevo la ricetta del babà su La Cucina Napoletana di Caròla Francesconi, poi "girellando" per le pagine del libro (sì, Tinu', girellando, ahahaha!!)  l'occhio mi cade sulla brioche rustica, e c'era scritto si può fare con l'impasto del babà sostituendo lo zucchero con il parmigiano... Ah!
C'è da fare una premessa, il babà della Francesconi ha la patata nell'impasto, sì il babà dolce con la patata (da provare prossimamente) ... Uhmm, la patata ci sta bene nel babà rustico?? Essì!!

Quindi la domanda, la sfida che mi salta immediatamente in testa è... riuscirà la lavorazione eretica del babà di Tina, a reggere una lievitazione che osi mescolare inizialmente burro, lievito e... parmigiano al posto dello zucchero?? 
Oddioooooooooooooo, e che ne so!! So solo che il tarlo oramai l'avevo in testa, al massimo butto tutto, pace, ma sta cosa s'ha dda prova' ;)

ehehehee... non ho buttato proprio nulla, anzi, anzi, anzi... :)))
E voi, raccogliete questa sfida??


IL BABA' RUSTICO MONOPORZIONE

Ingredienti:
300 gr di manitoba (ho usato la Lo Conte)
4 uova intere
2 tuorli
5 gr di zucchero
100 gr di burro morbido
1 patata del peso di 125 gr da cruda e con la buccia 
5 gr di sale
4 cucchiai rasi di parmigiano
18 gr di lievito
25 gr di burro per le mani e gli stampini di alluminio tipo cuki (quelli tondi piccolini)

a piacere, salame, prosciutto cotto, formaggio dolce, piccante come vi pare... circa 80/100 gr.
15 stampini di alluminio cuki

Procedimento:
Lessare la patata con la buccia, sbucciarla, schiacciarla bene con una forchetta fino a ridurla in crema e lasciarla intiepidire. Nel frattempo tirare fuori i 100 gr di burro perchè diventi morbido.
Lavorare poi il burro per 5/6 minuti con una forchetta o frusta, insieme alla metà del parmigliano, allo zucchero e al lievito sbriciolato. Rovesciare il tutto nell'impastatrice e aggiungere pian piano le uova, una alla volta, alternandole alla farina. Aggiungere il sale, e non appena l'impasto avrà preso corda, il parmigiano. Continuare a lavorare l'impasto fino ad incordatura completa, ci vorranno circa 20/25 minuti, dovrà essere bello elastico, e tirandolo non deve spezzarsi, è utile vedere le foto del babà al rhum. 
Aggiugere in ultimo e a bassa velocità del salame a piccoli cubetti, o prosciutto cotto, formaggio, quel che vi piace.


Imburrare bene gli stampini e le mani, formare come nella foto sopra, delle palline di circa 65 gr l'una e mettere direttamente nello stampo, ne usciranno 15.
Far lievitare fino a che la curva della cupoletta abbia raggiunto il bordo dello stampo. Infornare a 180°/200 circa, dipende dal vostro forno (il mio a 200°) fino a che la parte superiore sarà bella dorata e il babà si stacchi bene dallo stampino, ci vorranno circa 20 minuti.

Buonissimi e soffici anche il giorno dopo se conservati in un sacchetto per alimenti e scaldati appena in forno prima di consumarli.

babà rustici monoporzione da te.

sabato 18 aprile 2009

Zucchine a "scapece"


Ricettina semplice del Venerdì, che poi chi l'ha detto che le ricette semplici sono quelle di più facile esecuzione? Io per esempio le zucchine in questo modo non le avevo mai mangiate, lo so pare strano.
Be', da noi non si usano, e poi c'è da dire che come per la pastiera, è una cosa che non avevo mai preparato per via dell'aceto! Preconcetti? Sì, a volte forse e peccato... 

Però poi, quando sono andata a trovare la mia Tinuccia, lei le ha fatte svelta, svelta e me le ha fatte assaggiare, e c'è da dirlo? Me ne sono innamorata :))
Quindi ho aspettato che la menta infestasse il mio giardino per rifarle immediatamente!

Però ho dato un'occhiata a "La Cucina Napoletana" di Caròla Francesconi, se pure con piccole differenze da come le fece Tina, la ricetta quella è... solo Tina non le mise stese al sole, ma l'altro ieri mattina qui era una giornata meravigliosa, e perchè allora non metterle fuori sul tagliere?

ZUCCHINE A "SCAPECE"
Ingredienti per 6/8 persone:
2 kg. di zucchine
1 tazzina di aceto bianco
sale
2 spicchi di aglio
abbondante menta
pepe o peperoncino
aglio 
una padellata di olio di oliva extra vergine per friggere

Tagliate le zucchine a fette tonde un poco spesse, ma Tinuccia dice non troppo spesse, io le avrò fatte circa 3 mm.?? Mettetele al sole, spolverizzate di sale e lasciatele 1 ora o 2.
Asciugatele e friggetele poche alla volta in olio bollente facendole colorire bene.
Sgocciolatele e mettetele a strati in un'insalatiera di vetro inframezzandovi le foglie di menta, poco aglio, e, se fosse necessario, il sale.
Condite con 3 o 4 cucchiaiate dell'olio di frittura, l'aceto e coprite il recipiente.
Mangiate la scapece nelle 24 ore successive perchè acquista sapore, e poi si conserva a lungo.
Volendo potrete renderla più piccante con un po' di peperoncino o pepe. 



Su "La Cucina della Basilicata" di Ottavio Cavalcanti, c'è scritto di lasciare stagionare anche un mese, davvero durano così tanto??