venerdì 30 aprile 2010

Caponata di carciofi

Cinziè, quando ho mangiato 'sta caponata a casa tua mi sono dimenticata di chiederti come mai "vastasa"? ma ero troppo presa a mangiare ;-)
Perché come dici tu, se inizi a mangiarla, non la smetti fino a che non hai finito, e meno male che di carciofi ne avevo solo 5, e non 15 come prevede la tua ricetta, se no era la fine... mica per altro, per il filone di pane che tu consigli di mangiarci e di cui non se ne può fare a meno!
Caponata vastasa

Cinzietta la chiama caponata vastasa, e dice che Camilleri usa spesso il termine vastasa per definire una situazione piccante, io aggiungo che mangiarla è devastante, nel senso di esperienza sconvolgente :)
Dico solo che mia figlia, al primo boccone sospettosa mi fa mamma ma cosa c'è dentro? sento un sapore strano... e io, se le avessi risposto che era l'agrodolce poi per punto preso (adolescenti, uhmmm) avrebbe trovato da ridire, quindi, innocente, le ho detto, ma no nulla, ho solo sfumato col vino!
E lei, col sopracciglio alzato, fa... ah ecco! (ma pareva dicesse, ma senza, no eh??). Però intanto mangiava, e quando ha terminato la sua porzione ha detto, mamma me ne dai ancora?
:))
Quando l'ho assaggiata a Palermo, da Cinzietta, mi è proprio rimasta nel cuore, nella sua semplicità un tripudio di sapori, una mescolanza, un alternarsi di sensazioni dolci, salate, aspre e coinvolgenti!
Poi la cosa che assolutamente s'aveva da provà, era mettere in ammollo i carciofi nella farina, cinzietta giurava che la farina funziona meglio del limone, provare per credere!
Ho provato e, quando si mettono nel bagno di acqua e farina, magicamente sbianchiscono e diventano di un verde brillante, perdendo immediatamente quel nero che si fa subito mentre si stanno pulendo.
Meraviglioso!
Li rifarei domani per vedere la magia, col limone non rimangono altrettanto belli :))

Per la ricetta ho, rifatto la sua, ma mi piaceva il fatto di aggiungere qualche pinolo, come fa il mio amico Roby, qui, mi sa di Sicilia ;-)
Ne è uscita una vastasa da fine del mondo, di quelle da nostalgia... che ti fanno pensare... voglio tornà in Sicilia :)))

Caponata vastasa

Prima però voglio fare ancora qualche giro, Squisito a San Patrignano, a proposito, il 30 scade il termine per votare, se vi fa piacere... be' lo sapete già, sono in finale per la sezione Fotografia :))

E poi Napoli, poi... poi mi sa che, per un po', questo blog sarà anche diario di viaggio, e non solo un blog di ricette, perché un blog si evolve insieme a chi lo scrive...
Mi seguite in questo viaggio??

Da domani quindi a Squisito, poi ci vediamo per i CORSI a Napoli qui, poi ancora qui a Milano:)



CAPONATA DI CARCIOFI (o vastasa) ricetta di cinzietta

Le dosi sono esagerate, ma vi conviene non ridurre perchè:
1) è congelabile
2) non smetterete di mangiarla finchè non è finita :))
15 carciofi, 3 etti di olive bianche* denocciolate e dissalate, 4 cipolle, 1 barattolo di concentrato di pomodoro (ma si può usare il pelato o la passata di pomodoro) 1 testa di sedano, una manciatona di capperi, aceto 1 tazzina, e 2 cucchiai e mezzo di zucchero.
SI puliscono i carciofi togliendo le foglie più dure, tagliando la parte spinosa e riducendoli a fettine non sottili che si metteranno in una bacinella con acqua e farina. Non ho detto una fesseria, ma anzichè usare la normale acqua e limone per non annerirli, fate lo stesso con acqua e uno/due cucchiai di farina, i carciofi rimarranno verdi come appena comprati (provare per credere) .
Una volta puliti si lasciano stufare in padella con poco olio e poca acqua aggiustando di sale. Pulite il sedano tagliatelo a pezzetti e fatelo lessare lasciandolo al dente.
Si affettano sottilissimamente le cipolle e si lasciano e stufare anch’esse in poco olio, si aggiunge il concentrato di pomodoro da allungare con un paio di tazzine di acqua, si regola di sale e pepe. Si aggiunge, quindi, il sedano lessato, una tazzina di aceto e 2 cucchiai e mezzo di zucchero facendo sobbollire per ancora un paio di minuti.
Si spegne e si aggiungono le olive, rimescolando il tutto. Versare a cucchiaiate la salsa agrodolce ottenuta sui carciofi. Rimescolare piano per non rompere i carciofi. Raggiunge il top dopo una notte di riposo… e non vi scordate di metterci vicino un filone di pane :)))

* correzione doverosa: noi siculi usiamo dire "bianche" le classiche olive verdi, per distinguerle dalle nere.

martedì 27 aprile 2010

La pasta e fagioli a casa mia

Che poi, forse, (no anzi sicuramente!) è come si fa in mille altre case... ma della pasta e fagioli, infatti, non esiste la ricetta, ma una ricetta per ogni casa, e non c'è regione che non ne abbia una come piatto tradizionale, o quasi :)

pasta e fagioli

Che si chiami pasta e fasòi, o lagane e fagioli, o semplicemente pasta e fagioli, parliamo sempre più o meno dello stesso piatto. Anche se cambiano i procedimenti, il tipo di pasta, il soffritto e la qualità dei fagioli, ma alla fine e giusto per rimanere in tema, se non è pappa è pancotto ;-)
Però è assolutamente vero che cambiando, soprattutto il procedimento, cambia il risultato finale, sapori, consistenze, e questo anche usando gli stessi ingredienti, ed è per questo che ho una curiosità... mi piacerebbe che raccontaste la vostra, anche se lo so che girando tra blog ne troverei mille, ma se vi va di raccontarlo qui a me farebbe molto piacere!

La pasta e fagioli di casa mia, penso sia nata un po' sulla falsariga della pasta e ceci, ricetta estorta da mia mamma con astuzia alla vicina di casa, o forse mia mamma faceva quella che le insegnò il mio bisnonno, (pare cucinasse benissimo ;-) ) in verità gliel'ho chiesto ma non lo ricorda.
Il modo di farla è comunque quello della pasta e ceci - a rigor di statistiche, la ricetta più amata del blog - a casa si fa così da sempre, cambia il soffritto, cambia il formato di pasta, di solito uso ditali rigorosamente lisci, ma il procedimento è assolutamente lo stesso.
Qualche giorno fa ho provato con delle tagliatelle larghe, preparate con semplice acqua e farina di semola, semplice si fa per dire, era la Senatore Cappelli, regalo di Angela quando sono andata a Matera. Ne avevo sempre sentito parlar bene, come di un'ottima farina, be' lo è, fa la differenza ;-)
L'unica cosa è che a me piace cremosa, non troppo asciutta, e con le tagliatelle, invece, bisogna fate attenzione, si asciuga molto rapidamente, il tempo della foto ha fatto il resto... ma era lo stesso la fine del mondo :))


LA PASTA E FAGIOLI A CASA MIA (mi raccontate qual è la vostra?)

In una pentola per quattro persone, faccio un soffritto in olio extravergine con sedano, carota e cipolla, ma a fuoco basso, quasi stufati. Dopodiché aggiungo i fagioli, tipo borlotti, che ho fatto lessare anche il giorno prima in acqua fredda, una foglia di salvia, uno spicchio di aglio in camicia. Diciamo per quattro persone circa 400 gr di fagioli secchi.
Quando il soffritto è pronto, verso i fagioli scolati, salo poco e faccio insaporire insieme al soffritto una decina di minuti. Quindi aggiungo poca salsa di pomodoro, o un cucchiaio di concentrato, e, dopo poco inizio ad aggiungere l'acqua di cottura dei fagioli, ma non tutta assieme, poca alla volta e al bollore aggiungo l'altra, ho chiesto a mia mamma perché, non lo sa, dice si fa così ;-)
Quando l'acqua è arrivata quasi a due dita dal bordo della pentola, (preziose indicazioni di chi fa a occhio ;-) ma per aiutarvi vi dico che la pentola è quella per 4 persone, altra preziosissima indicazione... ) allora aggiusto di sale, copro e faccio bollire circa 40 o 50 minuti. Se ce l'ho in frigo, ma in frigo c'è sempre una crosta di cacio, ce l'aggiungo.
Poi calo la pasta, quanta ne basta (pare una ricetta della Ornella ;-) ) perché a cottura completa sia appunto una pasta e fagioli cremosa, non una minestra liquida.
Spolverata di parmigiano, pepe e a tavola!

In quella della foto ho usato delle tagliatelle larghe, stese non troppo sottili, fatte con 300 gr di semola di grano duro Cappelli, 150 gr di acqua circa, lavorate nel solito modo.


venerdì 23 aprile 2010

La Brioche Nanterre di Pierre Hermè

Quando si parla di brioche, si pensa subito a qualcosa di dolce. Questa invece non lo è, in effetti è un pan brioche, ma Pierre Hermé è così che la chiama, brioche di Nanterre, è così, quindi, che ve la passo. La classica brioche francese al burro, senza aromi, pochissimo zucchero e adatta ad essere gustata sia col dolce che col salato.

Brioche Nanterre di Pierre Hermè

Un solo un consiglio, fatela solo con ottimo burro, perché altrimenti si sente, ed invece ci deve essere ma non si deve sentire, si deve solo percepire l'aroma profumato, così come consigliavo per i croissant.
Io uso lo Jager, è un ottimo burro, e lo trovo all'eurospin, incredibilmente ad appena 1 euro - e nessuno mi sta pagando per parlarne! - ma è giusto che un'azienda abbia gratis la sua pubblicità, se e quando la merita, e questo è il caso.
Molto buono anche il Milbona, al Lidl, ma non quanto lo Jager.

Ho fatto qualche modifica, ma stavolta solo sul procedimento, ho usato quello che, come detto già altre volte, mi ha insegnato, e insegnerà, il Maestro.
Di altri procedimenti non riesco a capirne i meccanismi, o forse sbaglio qualcosa, sarà che alla fine si fa proprio quello che si comprende bene, e a me con la sua tecnica riesce sempre tutto, o perlomeno quel che io mi aspetto da un buon lievitato!

Poi ho ridotto gli ingredienti rapportandoli allo stampo che avrei utilizzato, ché non si capisce, poi, perché nelle ricette non diano mai la capienza o quantomeno la misura dello stampo che serve.
Infatti, leggendo gli ingredienti, e comunque dopo aver tradotto questa ricetta, ho visto che l'impasto sarebbe stato eccessivo per il mio stampo.
Anche se poi, visto il tempo che ci ha messo la brioche a sparire, mi sono pentita di non aver fatto la dose intera.

Questa la dose per uno stampo da plumcake di 30 x 11 cm. La foto non è un granché, anzi forse è bruttina assai, ma sicuramente rende l'idea di quel che è questa brioche, quindi non vi sto a tediare di quanto sia morbida, soffice e profumatissima, non si vede??

BRIOCHE DI NANTERRE di Pierre Hermè - metodi e tecniche di lavorazione del mio Maestro

Ingredienti:
200 gr di farina manitoba
150 gr di farina 0
245 gr uova (5 uova medie)
35 gr di zucchero
7 gr di sale
250 gr di burro
12 gr di lievito di birra fresco
20 gr di latte (2 cucchiai)

1 stampo da plumcake di 30 x 11 cm
1 uovo per spennellare

Procedimento:
Sciogliere nella planetaria il latte e il lievito. Nel frattempo setacciare le farine. Aggiungere 150 gr di farina presa dal totale, 2 uova e avviare la macchina col gancio a foglia o K.
Quando le uova saranno amalgamante bene, aggiungere lo zucchero, far assorbire.
A questo punto unire un uovo e proseguire con la farina, aggiungendo l'uovo seguente solo quando il precedente sarà assorbito.
Aggiungere il sale.
Incordare l'impasto e solo allora aggiungere il burro poco alla volta. Aumentare la velocità fino a che l'impasto sarà ben incordato, lucido ed elastico, e si staccherà in un solo pezzo dalle pareti della ciotola.
Finire di impastare ancora qualche minuto col gancio ad uncino. Stendere l'impasto a rettangolo sul piano infarinato e fare le pieghe del tipo 1.
Riporlo ora in un contenitore a chiusura ermetica, e lasciarlo puntare a temperatura ambiente per 40 minuti.
Dopodiché riporre in frigo a circa 6° per circa 8 ore.
Al mattino tirare fuori l'impasto, sarà lievitato ma compatto e ben lavorabile. Lasciarlo a temperatura ambiente per 40 minuti.
A questo punto allungarlo un po' arrotolandolo sotto i palmi, fino ad arrivare quasi alla lunghezza dello stampo, circa 25 cm.
Tagliarlo poi in quattro pezzi come si vede qui, poi porli nello stampo bene imburrato. Attendere che le palline abbiano raggiunto il bordo, poi pennellare con l'uovo sbattuto, e con te forbici fare dei tagli sopra perpendicolari allo stampo. Infornare a circa 180°/190° (secondo il forno) per circa 45 minuti. Fare la prova stecchino al centro, ne dovrà uscire pulito.
Non appena la superficie avrà preso un bel colore, coprire con carta di alluminio e proseguire la cottura.
Se conservata nella pellicola, il giorno dopo è ancora come ancora sfornata, al terzo giorno non ve lo so dire ;-)


mercoledì 21 aprile 2010

Sali aromatizzati

Il sale aromatizzato è una di quelle preparazioni che vedevo spesso in giro per la rete, di quelle che dicevo, ecco mo lo faccio, e poi... puntualmente me ne dimenticavo sempre.
Che poi ricetta non è, e neppure da star a faticar tanto, in 10 minuti forse? o poco più, è tutto pronto!
Una di quelle preparazioni, però, che avere sottomano tra i mille vasetti in cucina, fa sempre comodo! ché poi, non so voi, ma a me sti vasetti in giro per la cucina piacciono da impazzire ;-)

sale aromatizzato

Lo avevo visto rosa, rosa si fa per dire ;-)
Ma di piccante, avevo già una cosa tipo questa qui, che se hai fretta in 10 minuti fai un sughetto e non si ha da star a schiacciare l'aglio, pigliare il peperoncino, ecc. un cucchiaino e via!
Col sale aromatizzato in giallo, una spolverata e anche la preparazione più semplice, carne, pesce, anche così (basta metterne un pochino sulla superficie della piastra), acquista un sapore ed un profumo inconfondibile.
E quando ho visto quello al peperoncino, ho deciso, stavolta lo faccio, ma al limone! ... anche perché ne avevo un paio splendidi di Sorrento ;-)
A proposito, devo trovare il tempo per il limoncello, è un po' tardi, uhmm...

Ne ho visti in giro all'aceto balsamico, alle erbe, ma avete qualche altra idea carina?? me le segno qua sotto ;-)
ah, la ricetta, vabbè si fa per dire...


SALE AROMATIZZATO AL LIMONE

Ho tagliato la scorza di 1 limone, meglio se di Sorrento o amalfitano, e comunque non trattato, facendo attenzione a non tagliare la parte bianca.
Ho preso 2 pugni di sale di Cervia e ho messo tutto nel mixer con le lame, fino a che sale e scorze diventano fini e omogenei.
A quel punto il composto è diventato umido, per cui l'ho steso su carta forno e passato ad asciugare in forno ventilato a 50° non oltre, altrimenti gli oli essenziali evaporano. Una decina di minuti, non di più, ma è bastato per avere in casa un profumo incredibile di limone che è durato fino al giorno dopo, e si sente delicato e fragrante sulle preparazioni
Tutto qui :)

piesse: e scusate se sono stata telegrafica, se la ricetta è una non ricetta, ma questo ultimo periodo, come saprete, mi son dedicata ad altro :))

alcune idee: da Il giardino dei Ciliegi

lunedì 19 aprile 2010

Mamma non so impastare! (racconto di uno scatto)

- no, non ci credo...
le ho detto.

IMG_1310-1-3-2ok

Ho chiesto alla mia modella preferita di impastare per me, lei ha mani che parlano, che danzano, che comunicano.
Avevo bisogno di una foto, di mani che preparano, che impastano, che lavorano.

Un po' protestando, ma ha accettato. D'altro canto lei
sa bene quanto un'immagine possa comunicare, esattamente come le parole, o anche come un semplice gesto, movimento.
Purché il tutto arrivi diritto al cuore, crei un'emozione, come la fotografia.

E allora le ho detto:
- Impasta, impasta questi pochi e semplici ingredienti primari, farina, acqua e uova.
Per una brioche, della pasta, un pane, basta cambiare la lavorazione, aggiungere o togliere qualche ingrediente, e il risultato sarà sempre diverso.

dolci-movimentiok-2

Ha iniziato a seguirmi, ha preparato la farina, ha versato l'acqua, amalgamato l'uovo, e ha iniziato a impastare, prima
con movimenti timidi, poi
sempre con più sicurezza.

IMG_1426ok

Ha cominciato a sbattere l'impasto sulla tavola, a tirarlo, a ripiegarlo su se stesso, a schiacciarlo e poi a tirarlo ancora.

impasto 4.4

E io mi sono stupita di quanto quei gesti le venissero naturali, e di come, ad un certo punto il rito si ripeteva di nuovo, ad ogni movimento.
I
dolci movimenti dell'impasto.

Gesti antichi come il mondo.

Fra tutte le foto, una sola ne avrei dovuta scegliere, e mai è stata dura come questa volta.
Alla fine ho scelto questa, perché è sempre dal principio che si parte...



giovedì 15 aprile 2010

Panbrioche soffice del mattino

Sono due o tre giorni che cerco di scrivere questo post, senza successo, ed infatti ho mancato l'appuntamento di mercoledì ;-)
Capitano dei periodi che pare non basti la giornata, che la vorresti di 48 ore... diciamo che questo mese gli impegni si susseguono, speriamo che il tempo impiegato a dei bei progetti porti buoni frutti.

Panbrioche del mattino

Essì che questo panbrioche del mattino, soffice, leggero e profumato, non vedevo l'ora di farvelo vedere :)
Soffice perché ben idratato, profumato perché il riposo in frigo ne accentua gli aromi e la conservabilità, leggero perché rispetto alle brioche degli ultimi post, questa o questa, questo panbrioche del mattino ha una carica di burro e uova assolutamente minore, e non per questo è meno saporito, anzi! Va bene per chi è a dieta, e non vuole rinunciare ad una piccola, (piccola, eh? sempre di brioche si tratta) fetta di dolce...
A casa è durato appena tre giorni, e al terzo era ancora talmente soffice che bisognava spalmare le fette con molta delicatezza, altrimenti si rompevano sotto il peso della marmellata o cioccolata.

Oggi scrivo poco, velocemente la ricetta, ma non senza i particolari necessari per la sua buona riuscita (provatela ne vale la pena) ... e scappo, sarò a Firenze per lavoro tutto il giorno!


PANBRIOCHE DEL MATTINO

Ingredienti:
315 gr. di farina (50% manitoba e 50% di farina 00 setacciate)
75 gr. di burro morbido
75 gr. di zucchero semolato
1 uovo
1 tuorlo
75 gr. di latte intero
75 gr. di acqua
5 gr. di sale
7,5 gr. di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di miele
aromi: scorza di un'arancia grattugiata, 1 cucchiaino di vaniglia home made o i semini di una bacca
1 albume per la spennellatura finale
zucchero a granella

Procedimento:
Preparare un lievitino con 75 gr. di acqua, dove si sarà fatto sciogliere il miele e il lievito, e 75 gr. di farina.
Dopo circa 40', quando sarà bello gonfio, ma non avrà ancora ceduto, rovesciarlo nella planetaria insieme ad un cucchiaio di farina, ed avviare la macchia con il gancio a foglia, a bassa velocità.
Aggiungere 1 tuorlo, far amalgamare e unire 25 gr di zucchero. Ad assorbimento, aggiungere poca farina.
Unire l'uovo poi il restante zucchero. A questo punto proseguire alternando latte e farina. Aggiungere il sale e far incordare bene l'impasto, aumentando la velocità.
Ad impasto incordato unire gli aromi, poi, pian piano, il burro a pezzetti.
Impastare a velocità più sostenuta fino a che l'impasto sarà liscio, lucido e se si prende in mano, teso come una corda che non si spezzi, finire gli ultimi 5' con il gancio ad uncino.
Farne una palla, porla in un contenitore ermetico, tenere 40' a temperatura ambiente e riporre in frigo, 6° per circa 8 ore.
Tirar fuori dal frigo, lasciare 30' a temperatura ambiente, dopodiché rovesciare l'impasto sulla spianatoia infarinata, e fare le pieghe 2. Lasciare 20' coperto con pellicola.
Imburrare bene uno stampo della capienza di 2,5 lt., formare una palla e porla nello stampo. Attendere che arrivi ad 1 dito dal bordo, spennellare con l'albume, spolverare di zucchero a granella ed infornare a 180°/190° (dipende dal forno) per circa 45'. Fare la prova stecchi al centro del panbrioche.
Si conserva benissimo 3 giorni se avvolto bene con pellicola.


lunedì 12 aprile 2010

Di pasta con le briciole... e (più) di un briciolo di gioia!!

E' stato un bel fine settimana, di quelli a colori, come la pasta qui sotto, ogni tanto ci vuole, no?
Iniziato venerdì con una notizia sensazionale, di quelle che ti fanno sentire sospese in aria per due giorni almeno, anche se si hanno 4 o 5 kg. di troppo ;-)

Mezzemaniche con fagiolini e...


Ve lo dico? essì!
Sono arrivata tra i 3 finalisti del Blog Cafè, per la sezione Fotografia, ed è una sensazione magnifica!
Per questo devo ringraziare tutti quelli che hanno cliccato lassù, sul bannerino in alto a destra, e hanno speso qualche minuto del loro tempo per registrarsi e votare per me!
GRAZIE!

Adesso fra i tre finalisti di ogni sezione, si dovrebbe votare il nostro preferito!!
E non sarei sincera se non dicessi che "mi piacerebbe vincerla questa sfida" perché se sono arrivata fin qui, se le mie foto sono migliorate nel tempo, è grazie a voi, a chi mi legge, a chi sostiene la validità del mio blog!

... e, se pensate che io meriti questa vittoria, potrete votare di nuovo per la sezione Fotografia, qui!
Ma non dimenticate di votare il vostro blog preferito delle altre sezioni: chef, ricette, vino e giornalismo!



Fine della propaganda elettorale, ehehehe... dicevamo, un bel fine settimana, perché si stanno delineando dei progetti, perché mi basta una passeggiata al sole, o una ricetta ben riuscita, come questa pasta, trovata su un vecchio Sale&Pepe dello scorso anno, e mangiata di gusto, come piatto unico (per me, ovviamente) ma appagante per il palato e per gli occhi.


MEZZEMANICHE CON FAGIOLINI E BRICIOLE AL BALSAMICO (da Sale&Pepe, Giugno 2009)
per 4 persone:

Preparazione
320 g di mezze maniche -
una fetta di pane di grano duro, meglio se di 2 giorni -
200 g di fagiolini novelli -
2 spicchi d'aglio fresco -
60 g di provolone -
30 g di parmigiano reggiano -
un mazzetto di origano fresco - (ho usato del timo)
aceto balsamico -
olio extravergine d'oliva -
sale, pepe

1) Spuntate i fagiolini e privateli del filamento, poi lavateli, sgocciolateli e tagliateli a metà. Lavate,asciugate l'origano e sfogliatelo. Private il pane della crosta e frullatelo grossolanamente nel mixer. Spruzzatelo con 2 cucchiaini di aceto balsamico e tostatelo nel forno a 120° per 5 minuti o finché diventa croccante (io ho tostato in padella).
2) Lessate le mezze maniche nell'acqua bollente salata con i tocchetti di fagiolini. Scolate la pasta con le verdure, saltate
tutto in padella con l'aglio e 3 cucchiai d'olio, poi aggiungete 2 cucchiai di foglioline di origano, grattugiatevi finemente il provolone e mescolate.
3) Distribuite la pasta nei piatti individuali, cospargetela con il parmigiano a scagliette e le briciole all'aceto balsamico, poi pepate e servite terminando con un filo d'olio.

note: magari lo sapevate già, ma guardate qui, ci sono tutte le vecchie ricette delle testate Mondadori, me ne sono accorta quando cercavo il link per il credit.


venerdì 9 aprile 2010

Le premiazioni di Puglia&Basilicata a Tavola!

Finalmente, in molti mi stavate già chiedendo, eccoci qui con le premiazioni di Puglia&Basilicata a Tavola!
Confesso che, quando Angela mi ha chiesto di organizzare questo contest per Sapori dei Sassi, non ho pensato che potesse essere così impegnativo, non è stato un contest qualunque, si trattava qui di ripercorrere le tradizioni gastronomiche di due regioni, quelle scritte, quelle viste e raccontate, non bastava una ricetta qualsiasi, bisognava documentarsi, e voi lo avete fatto.

Puglia&Basilicata a Tavola


Impegnativo lo è stato, dunque, per i partecipanti, ma anche per la giuria invitata a scegliere la migliore ricetta della tradizione, rispettivamente pugliese e lucana.
E per raggiungere questo obiettivo, tutti si sono impegnati a far conoscere, attraverso i propri blog, il meglio - a volte anche poco conosciuto - della cucina tradizionale di queste due magnifiche regioni.
Questo è stato sicuramente lo scopo principale della raccolta, QUI l'elenco completo delle ricette.

In questo contest i vincitori sono: tutti quelli che hanno partecipato!


Vincono la pubblicazione della foto nel ricettario online e cartaceo (di quest'ultimo sarà inviata una copia a casa ai 15 vincitori per le foto più belle) :
  1. Triglie al cartoccio, di Sale e Zucchero
  2. Sàgn a lu' fuòrn, di Juls Kitchen
  3. Carciofi farciti al forno, di Gustosamente
  4. Orecchiette con fagioli sarconi, cozze e pecorino canestrato, di Daniela&Diocleziano
  5. Troccoli al "triplice", di La mercante di spezie
  6. Buonissima focaccia barese, di Il mondo dal mio ufficio
  7. Orecchiette alle cime di rapa su crema di pane, di Cuoca a tempo perso
  8. Il pizzo latianese di nonno Alfio, di Big Shade
  9. Purè ci cicerchie dell'Alta Murgia con funghi cardoncelli saltati e scaglie di pecorino canestrato di Moliterno, di Francesco Tramontano
  10. Ciaudedda, di Il gatto goloso
  11. Cavatelli ammollicati con peperoni cruschi e salsiccia, di Il posto delle briciole
  12. Mini frittatina lucana, di Sonia nel paese delle stoviglie
  13. Orecchiette alla ricotta zuccherata, di Fior di vanilla
  14. Cavatelli neri, cicerchie e frutti di mare, di Pane, burro e marmellata
  15. Pasta e ceci neri alla Pugliese, di Dulcis in furno
avete conservato il file originale della foto??



Premi per TUTTI i partecipanti:
  1. La pubblicazione della propria ricetta, compresa di link al blog, in un ricettario online gratuitamente scaricabile da tutti.
  2. La pubblicazione della propria ricetta (senza foto) compresa di link al blog, in un ricettario cartaceo che sarà distribuito da Sapori dei Sassi a tutti i clienti del loro negozio.
    Una bella pubblicità per i nostri blog!




Per le 2 ricette della categoria Pugliese e Lucana, vincono:

... anzi no, l
ascio la parola a chi con grande cura e impegno, e non senza difficoltà, è riuscito a scegliere una sola delle magnifiche ricette arrivate, cosa non facile, quando a dover decidere sono il cuore e la testa, quindi grazie per lo splendido lavoro svolto.


1° classificato categoria"Cucina lucana" che vince:

  • - Aglianico del Vulture doc "Certamen"
  • - Peperoni cruschi da friggere
  • - Strascinati grano Cappelli da agricoltura biologica
  • - Melanzane rosse in olio extravergine
  • - Fagioli di Sarconi ecotipo "ciuoto" da agricoltura biologica
  • - Cicerchie
  • - Salsiccia Luganiga
  • - Miele al tartufo bianco pregiato
  • - 300 gr. canestrato di Moliterno IGP


Tina di Mollica di pane dice:
Ringrazio immensamente tutti coloro che con interesse e motivazione hanno onorato con le loro preparazioni la cucina lucana, cosa non facile visto la sua scarsa diffusione. Fra le ricette, ognuna validissima, ho optato per le Sàgn’ a lu’ fuòrn’ di Juls’ Kitchen, perchè coerente alla tradizione gastronomica lucana, propriamente quella legata alle solenni occasioni religiose (Natale, Pasqua) o ricorrenze (matrimoni, battesimi); occasioni in cui si rompeva nettamente con le abitudini alimentari quotidiane che, invece, si basavano su elementi poveri e scarsi.
Ritrovo vivo questo concetto di “eccezionalità” nella presentazione completa e particolareggiata di Juls’ Kitchen, ricca di immagini pregne di passato, che proiettano magicamente il lettore nella Melfi che fu.
Ringrazio, ancora, Paoletta,
per avermi dato la splendida opportunità di crescere insieme a voi.


1° classificato categoria"Cucina pugliese" che vince:

  • - Selvato igt Puglia da agricoltura biologica
  • - Peperoni cruschi da friggere
  • - Orecchiette grano Cappelli da agricoltura biologica
  • - Funghi cardoncelli in olio extravergine
  • - Lampascioni in olio extravergine
  • - Cicerchie
  • - Salsiccia di cinghiale
  • - Miele al tartufo bianco pregiato


Ornella di ammodomio dice:
Cara Paoletta, ligia al dovere, come avevo promesso, porto a termine il compito arduo che tu ed Angela avete voluto assegnarmi.
E' stato emozionante leggere le magnifiche parole che tutti i partecipanti al Contest hanno voluto dedicare alla mia Puglia e contemporaneamente molto impegnativo scegliere una ricetta che rispettasse la tradizione!
La Puglia è una regione lunga e stretta, ci sono tantissimi paesi che vantano origini più disparate, che hanno conservato tradizioni culinarie antichissime molto diverse tra loro. E' quasi impossibile conoscerle tutte, ma ho studiato, mi sono informata, ho chiesto aiuto e conferme ad amici e parenti. Ecco perché stabilire se una ricetta proposta fosse esattamente tradizionale, non è stato affatto semplice.
Una tra tutte però mi ha colpito in modo particolare, non tanto per la preparazione in sé - perché come si sà, ogni famiglia ha la sua ricetta - quanto piuttosto per il modo spontaneo e genuino in cui è stata raccontata.
La telefonata tra nonna e nipote, rappresenta secondo me, la quintessenza della Cucina tradizionale pugliese: niente dosi degli ingredienti; nessun accenno ai tempi di cottura; particolari e dettagli importanti per la riusciata di un piatto, tralasciati quasi volutamente e poi aggiunti all'ultimo momento. Insomma, la vera Cucina Pugliese si impara "sul campo", rubando con gli occhi i gesti sapienti e memorizzando profumi intensi e colori abbaglianti!
Quindi la vincitrice è
nonna Rosa insieme a sua nipote Maria Grazia!!
Complimenti!
Grazie a voi, Angela e Paoletta, per questo incarico che mi ha consentito di imparare un sacco di cose ed un sentito ringraziamento anche a tutti i partecipanti, che hanno mostrato tanto amore per la mia terra e la sua tradizione culinaria.


E, infine, visto che non ho parlato ancora ;-)
... io dico:

voglio ringraziare tutti voi per la grande partecipazione, l'impegno e la cura che avete messo in questo contest, e poi, e credo di poterlo fare a nome di tutti, Angela e Giuseppe che hanno reso possibile tutto questo, e che ci hanno offerto questa magnifica opportunità.