venerdì 31 ottobre 2008

Il latte crudo, ovvero il latte appena munto a casa nostra

Il Latte crudo

Com'è possibile? Fino a che non lo avevo letto da Wiggi, poi nella Cucina di Calycanthus e ancora da Tzunami, pareva incredibile anche a me! ... Il latte appena munto freschissimo sulla nostra tavola, ma è un sogno!

Un sogno, appunto, finchè non sono andata a guardare la mappa dei distributori di latte crudo, e, quando ho scoperto di averne uno vicino casa, il sogno è diventato realtà!
Tutte le informazioni su questo latte, potete leggerle qui, io intanto vi dico che...

È latte che non ha subito trattamenti termici:
crudo, intero e genuino, saporito, cremoso, vivo, con tante vitamine...

... e vi racconto come, in una splendida domenica mattina di sole, sono partita munita di macchina fotografica, ben intenzionata a fare un reportage, e la mia modella preferita, mia figlia :)
Il distributore vicino a noi si trova in una splendida azienda agricola tra Montepulciano Stazione e Valiano gestita dalla signora Mirella e la sua bellissima famiglia!
Laura, Milla!! ... magari lo conoscevate già, altrimenti andate che ne vale la pena, sia per il latte ovviamente, sia perchè le persone che vi accoglieranno sono a dir poco splendide...
Ho passato un'oretta a parlare amabilmente con loro, io raccontando la mia passione per la cucina e loro a raccontarmi della loro azienda, e di come avrei potuto fare uno splendido yogurt e la ricotta con il loro latte!

Eccoci, si arriva facilmente, un cartello ci indica il distributore... no dico, notare lo splendido panorama dietro la mucca indicatrice!

Distributore automatico di latte fresco

E siamo subito al distributore che sta in una linda e ordinata casettina di legno.
A sinistra il distributore vero e proprio del latte, a destra, se non si porta da casa, a soli 50 cent. si può prendere la bottiglia da riempire di latte!

Già, quanto cosa questo latte? Incredibilmente poco, solo 1 euro!
E con i tempi che corrono, avere a casa propria latte fresco, appena munto e spendere solo 1 euro, a me pare fantastico!

Distributore del latte

Dopo le prime chiacchiere e dopo aver chiesto alla signora Mirella, simpaticissima, il permesso di fotografare tutta l'operazione, ci siamo messi immediatamente all'opera! Il marito nel frattempo, stava caricando del latte appena munto nella "cartuccia", quello del giorno precedente viene usato per fare ricotta e altri formaggi...

Latte crudo

Per cui, dopo aver preso le nostre bottiglie, abbiamo infilato il nostro eurino nella macchinetta e ci siamo messi a guardare estasiate come due bambine, il latte che usciva ... ehehe, si vede che ci si accontenta di poco, sisi chiamiamolo poco!!

Latte crudo

Eccolo, è pronto lì per noi !
Ile, tesoro... dai sù, piglia la bottiglia che mamma c'ha da fotografa' :)

Latte crudo

E chiudilo per benino che si va a casa... che me lo voglio bere così, come mucca l'ha fatto!! 

Latte

E si saluta a malincuore, perchè credetemi, complice la bella giornata, il panorama mozzafiato, questa famiglia che fa questo lavoro con passione e ti va venir voglia di lasciar tutto e trasferiti lì, saremmo rimaste ancora...
Va be', ci si torna presto, ovviamente! Intanto andiamo a casa che non vedo l'ora di assaggiarlo, e chevvelodicoaffà, sublime!
Lo yogurt la prossima volta!

Ah, e dimenticavo!! Andate a cercare il "vostro" latte appena munto qui, giusto ieri sera, Antonella ha scoperto di averne uno dietro casa e non lo sapeva!!
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lunedì 27 ottobre 2008

Me e 1 anno di blog...

Non avevo alcuna idea di cosa fosse un blog, ne' di cosa mi aspettasse... un anno fa', esattamente come oggi, pensavo solo ad un diario virtuale che mettesse ordine tra le mie ricette, che "fissasse" in qualche modo ciò che mi piace fare, esattamente come fa la macchina fotografica... e appunto anche tra le mie fotografie.
Quando Adriano mi disse Auguri! non capii mica perchè, e veramente non l'ho del tutto capito neppure ora... si vede che so' un po' tarda  ;)
E' nato pensando ai gesti di mia suocera, quando tutti i sabati faceva il suo ineguagliabile ragù, il ragù della Nonna Ines... da usare immancablmente la domenica per condire i Pici.
Una sera mentre lo stavo facendo mi sono resa conto che cercavo di ripetere i gesti delle sue mani, e ho capito che questi gesti non potevano e non dovevano morire, ma che i sentimenti, le immagini sono nel nostro cuore, come pure in una foto, in una ricetta, in uno scritto... questo blog è dedicato a Lei !

Nonna Ines da te.
 
Ed è dedicato all'amicizia, quella vera, quella che va oltre lo schermo di un pc, quella che riconosceresti tra mille scritti, tra mille vane parole... quell'amicizia che ti fa far pace col mondo, quella fatta di un sorriso, sempre, anche senza nessuna parola, e tu sai che ti basta perchè ti scalda il cuore... quella con la quale puoi condividere la tua passione per la cucina, ma non solo... e quando guardi la foto della ricetta che hai condiviso, pensi che quel pancarrè, quella pizza o quel panino, potresti averli fatti tu tanto sono incredibilmente identici ai tuoi, perchè c'è un'affinità che va oltre la condivisione e la passione per la cucina... o sarà perchè abbiamo condiviso anche la stessa farina? Sì! Tinuccia, dopo aver trovato un'ottima farina, si è fatta in quattro, ne ha preso un sacco da 25 kg. e me l'hai spedita... se non è amicizia questa!
Per sperimentare, dovevamo anche condividere gli stessi ingredienti...
 
Tina, le dico inviandole un messaggio, sai che sabato prossimo sono a Roma? Accompagno mio figlio alle finali nazionali di PES... 
- e lei dopo poco mi risponde - Paolè, ma saresti contenta se venissi anche io? La mia città è collegata benissimo con Roma! 
...ehehe, sarei contenta!! - ho pensato - E me lo chiedi anche??
 
Tinu', ma che dici ora, se confesso che quando te l'ho scritto avevo già guardato com'era collegata la tua città con Roma?  E che avevo già guardato orari di arrivo e partenza dei treni?
E che non speravo altro che tu me lo chiedessi??

Pensare e fare la stessa cosa, insieme!
Come quando si chiacchiera su msn, e senza bisogno di guardarci negli occhi, pensiamo e di getto scriviamo contemporaneamente la stessa cosa!!
 
Sabato mattina sono arrivata a Roma, ho accompagnato mio figlio alla sala giochi dove si svolgevano le gare, poi via di corsa a prendere Tinuccia! ... avevamo un "appuntamento" al quale pensavamo da tempo, mangiare una pizza insieme, non solo "studiare" la ricetta, dosarne e sceglierne gli ingredienti, no, no... stavolta ce la siamo mangiata!! 
E dove, a Roma, se non al Pizzarium?



Roma, Pizzarium da te.

Una delle migliori pizze in teglia mai mangiate, posso dire la migliore?
E dopo la pizza abbiamo iniziato a girare per Roma, siamo andate a vedere Piazza San Pietro,



 abbiamo telefonato alle nostre amichette Grà Grà e Marjlet
... alle quali abbiamo promesso che la prossima volta saremo in Sicilia! Aspettateci, eh??



E girato per questa meravigliosa città, che ti stordisce di colori, di profumi...


Carrozza da te.

Abbiamo oziato camminando in una Roma che corre, che ti prende gli occhi e tutti i sensi... calda e assolata, e non poteva essere diversamente per una giornata così! 

Roma da te.

Preso il caffè da Castroni... ma, a proposito, è questo lo stesso Castroni di cui si parla sempre?



Ma soprattutto chiacchierando come due vecchie amiche... mi chiede ad un certo punto Tina, ma cosa hai pensato quando scesa dal treno, subito, mi hai riconosciuta? 
Nulla ho pensato! - rispondo - solo che eri Te, la Tina che conosco... assolutamente identica a quella dietro lo schermo che ci divide!
Semplicemente ho dato un volto ad una persona che conoscevo già :)

Alla fine del nostro splendido e breve pomeriggio, chè le cose belle durano poco, siamo tornate a Termini, ma non ne ero dispiaciuta, perchè so che non è stato tutto racchiuso nello spazio di una giornata, no! Sono sicura che sia stato solo l'inizio, l'inizio di una splendida amicizia...


Più tardi sono andata a recuperare mio figlio, 6° classificato Nazionale, che orgoglio... :)
e la giornata è finita in modo meraviglioso quando lui mi ha chiesto (ed a 16 è abbastanza inusuale) di farci fare una foto insieme per festeggiare la sua sua vittoria, 6° Italiano, mica male, vero??

E ha voluto condividere con me, il suo momento speciale! 

PES, Finale Nazionale Roma - 6° posto da te.


 
La ricetta? Stavolta non c'è, per una volta vi ho parlato di me... spero di non avervi annoiato! 

Ah, dice che dovrei fare il resoconto di questo primo anno di blog (di tutto ho parlato tranne che di questo)... be', ma ovviamente positivo!
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giovedì 16 ottobre 2008

World Bread Day, Il Pan co' Santi




Lo so è tardi, manca poco alla mezzanotte e il il terzo "World Bread Day" proclamato da Zorra per il 16 Ottobre, sta per finire... ? Ma ad un evento così importante, la terza giornata mondiale del pane non potevo mancare, ... e poi, proprio oggi avevo fatto il Pan co' Santi !!
E' tardi, sono stanca, ma eccomi con il Pane che rappresenta per eccellenza la provincia senese! ... e soprattutto che mi piace, tanto ma proprio tanto

Il giorno in cui il Pan co' Santi è d'obbligo sulla tavola di ogni senese, è il 1 Novembre, la festa d'Ognissanti.

Non che questo prodotto si consumi esclusivamente in questi giorni, infatti da ora per tutto il mese di Novembre, si trova ovunque...

Il Pan co' Santi o pane dei Santi, richiede a prepararlo un po' di tempo. Occorre preparare della buona pasta da pane...

Oggi l'ho preparato con la ricetta di Paola Lazzari, d'altra parte Paola non sbaglia un colpo, è sua anche la splendida Pizza al formaggio di Pasqua... ho apportato solo qualche piccola modifica:
PAN CO' SANTI

Ingredienti:

600 gr circa di farina (300 manitoba e 300 00)

20 gr di lievito di birra
150 gr di noci sgusciate
100 gr di uvetta
1 cucchiaio di semi di anice
5 cucchiai di olio
30 gr di strutto 
4/5 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di sale 
pepe nero macinato al momento a piacere... 3 bei pizziconi sono perfetti ;)

Procedimento:

Sciogliere il lievito in 100 ml di acqua calda insieme a 1 cucchiaino di zucchero. Quando si forma una schiuma, circa 10 minuti, impastarlo con 100 gr di farina formando un pastello morbido e lasciarlo fermentare circa 40 minuti.
Intanto preparare i "Santi" cioè la frutta secca, tagliando a pezzetti le noci e facendo ammorbidire l'uvetta in acqua tiepida.
Preparare l'impasto sciogliendo il panetto con dell'altra acqua tiepida (circa 200 ml) unendo poi lo zucchero, il miele, l'olio e lo strutto morbido. La pasta dovrà essere ben lavorata, almeno 20 minuti, e morbida. 
Farla lievitare per un'ora e mezza due ore.
A questo punto sgonfiarla ed unirvi la frutta secca, il pepe e l'anice. Lavorare per amalgamare ogni cosa e formare dei panetti grossi quanto un pompelmo e farli lievitare un'ora.
Quando saranno gonfi e soffici, pennellarli con 1 uovo sbattuto e infornarli a 200°- 220° per 20 minuti o poco più.


Si mangiano freddi a fettine accompagnando il vino novello oppure quando sono raffermi con il Vin Santo. Le fettine possono anche essere tostate ed usate a colazione insieme al cappuccino.

1 novembre 2011: l'ultimo pan co' santi di Paola Lazzari, lo trovate qui.

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giovedì 9 ottobre 2008

Deleciously Graffe ...

Quando ho letto il post della deliziosa Ele sulle graffe napoletane della sua mamma, m'è presa una voglia irresistibile di provarle, un po' perchè vedendo il risultato (e verificate voi) ... un po' per il racconto che Ele ne ha fatto.
Questa era la ricetta della sua mamma, anche io come lei ero un poco titubante, ma ho voluto provarla senza modificare nulla, come ha fatto lei... perchè... "In fondo, spesso, è bello lasciarsi guidare dalle sensazioni..."



Riporto prima della ricetta, qualche stralcio del suo racconto che mi ha colpito... 

"Mia madre ha sempre odiato i dolci... ed io ho sempre adorato il suo tiramisù. 
Ne faceva pochi, dei cammei, durante le ricorrenze oppure alle feste "comandate": mai che avanzasse qualcosa! 
Mi disse un giorno, anni fa: «Prova le mie graffe, la ricetta è garantita!». Ed io, dopo una rapida occhiata, quasi sdegnante e fresca di "studi", ero subito pronta a farle notare che quella ricetta fosse quanto di più antitetico alla tecnica ed all'evoluzione pasticcera potesse esistere... Eppure... 
... La tentazione di modificarla o meglio "attualizzarla" è stata forte, ma ho desistito. In fondo, spesso, è bello lasciarsi guidare dalle sensazioni, magari anche a scapito del rigore tecnico. Erano o non erano queste le 'Signore Graffe' che radunavano fiotti di bambini affamati nei pomeriggi invernali a casa di mamma?!? Non vi dico la gratificazione quando, assaggiandone una, ho visto comparire sul suo volto un sorriso di conferma... Ah!

...Eppure...

Ieri queste graffe, queste Signore Graffe, sono state prese d'assalto dai miei figli non appena sono rientrati a casa da scuola, prima di pranzo e all'ora della merenda... e ...non vi dico la gratificazione!

Grazie Ele, e grazie alla tua mamma :)


Deleciously Graffe
(così come l'ha scritta ELE)

Ingredienti
500 g farina 00
230 g patate gialle a polpa farinosa bollite (n°2 patate medie circa)* (ho usato le patate)
200 g latte fresco intero**
100 g uova intere (ne ho usate 2 molto piccole)
50 g zucchero semolato***
50 g burro morbido (oppure strutto)
12 g lievito di birra fresco (oppure 4 g lievito di birra disidratato)
scorze di agrumi grattugiate e, volendo, vaniglia naturale
1 pinch sale fino (ne ho messo 1 cucchiaino raso)

Inoltre:
q.b. zucchero semolato
q.b. cannella macinata

Procedimento
In planetaria versare la farina, le patate bollite (passate nello schiacciapatate e lasciate intiepidire), il lievito sbriciolato, lo zucchero, le uova intere, il burro morbido, gli aromi naturali, il sale fino e lavorare per circa 20 minuti fino ad ottenere un composto liscio e piuttosto morbido****. Disporre l'impasto all'interno di un contenitore capiente, coprire con un telo di nylon e far 'puntare' per circa 30 minuti. Sgonfiare l'impasto, prelevarne delle piccole porzioni da circa 65 g ciascuna, formare 'a ciambella' (se necessario, aiutandosi con della farina), sistemare su una teglia rivestita di carta da forno pretagliata in 16 quadrati***** e rimettere a lievitare fino al raddoppio del volume iniziale, per circa 1 ora. Friggere in abbondante olio di semi di arachide (oppure strutto) a 170° C, completando la cottura prima da un lato e poi dall'altro, in modo da ottenere la caratteristica "linea" centrale. Sgocciolare brevemente su carta assorbente e, quando ancora calde, rotolarle nello zucchero semolato aromatizzato alla cannella. Servire appena tiepide e/o consumare in giornata. E' possibile gustarle "nature" oppure, come nel mio caso, siringarle in più punti (alla base) con della crema pasticcera densa.

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* Per chi non avesse voglia di bollire le patate, può sostituirle con i fiocchi che si trovano comunemente in commercio.
NOTE mie: Ho provato per due volte ad usare i fiocchi e vengono assolutamente meglio con le patate!
** I liquidi vanno sempre aggiunti gradualmente: la dose può, infatti, variare in base al diverso potere di assorbimento delle farine. In questo caso, si dovrà comunque ottenere un impasto piuttosto morbido.
*** La dose di zucchero iniziale, che ho ragionevolmente ridotto, era di 100 g: credo sia un apporto più che sufficiente.
**** Il procedimento, come ribadisco, non segue le regole canoniche: si aggiungono subito i grassi, non ci sono pieghe etc.
***** Per evitare di compromettere la lievitazione delle graffe, considerato che l'impasto debba risultare piuttosto morbido, è preferibile immergerle nell'olio con l'ausilio della carta da forno stessa, la quale andrà rimossa poco dopo, non appena si sarà staccata dalla 'ciambella'.
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sabato 4 ottobre 2008

Quando le faccio, ritorno bambina...

Le frittelle


Eh, sì ... proprio così, Maria con queste frittelle ha risvegliato tutti i miei ricordi di bambina (qualche anno fa', non di più, che vi credete?? ;) )

Era la mia colazione delle elementari, ogni forno, ogni negozietto di alimentari aveva queste frittelle... la mattina ne prendevo una di corsa, poi via a scuola!
La infilavo sotto il banco, ma all'ora di ricreazione non ci arrivava mai... me ne mangiavo un pezzetto alla volta durante la lezione stando attenta che la maestra non mi beccasse :)

In tutti questi anni, quasi mai mi erano tornate in mente, finchè ho visto le sue!
Mari', è vero... quando le ho fatte, so' tornata bambina, soprattutto mentre me le pappavo!!

Ecco la ricettina, facile facile... presa dal blog di Maria con piccolissime modifiche :)


LE FRITTELLE

Ingredienti: 500 grammi farina 0, 300 grammi acqua, 2 cucchiai olio evo, 1 cucchiaino zucchero, 1 cucchiaino di sale. Olio di semi di arachide per friggere, 12 gr. di lievito di birra.

Preparazione: Impastare tutti gli ingredienti, lavorare bene a lungo e con energia l'impasto, chiuderlo in una ciotola e far lievitare circa 2/3 ore, o comunque fino al raddoppio dell'impasto.
Quando è pronto prendere piccole porzioni di pasta stenderle con il mattarello, circa 4 mm di spessore, darle la forma rotonda e gettarle in abbondante olio bollente, cuocere pochi secondi rigirandole una sola volta mettere su carta assorbente.

Spolverare con un po' di sale fino o con lo zucchero... io le ho fatte in tutti e due i modi, perchè negarsi il piacere?
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