mercoledì 28 luglio 2010

Insalata di pennette, verdurine nostrane e cacioricotta

Sono sparita per una settimana senza nemmeno salutarvi, ero al mare, costa del Cilento da Tinuccia, e non vi ho detto nulla, né salutato... ehmm sono un po' sprucida, come si dice da quelle parti ;-)

Insalata di pennette

Ma torno con ancora negli occhi un mare blu, a tratti del colore dello smeraldo, cristallino a tal punto che mi chiedo... riuscirò ancora a fare il bagno in un mare altrettanto bello, pulito e incontaminato? mah!
E torno con una ricetta, tratta dal libro che mi ha regalato lei, "Le ricette del Cilento" di Luciano Pignataro.

Tinu', ebbasta! la smetti di farmi sempre 'sti regali?? Mica per altro, non c'è una e dico una ricetta che non farei, le leggo e penso... questa la faccio, ok, anche questa la faccio!
eggià so' tornata dal mare con 2 kg. di troppo, pensare che volevo dimagrire :(
sì vabbè, mo si dimagrisce al mare?? casomai prima!
... e poi seeeee con lei, ma quando mai?? ricordalo, hai 2 kg. di troppo sulla coscienza e tutti gli addominali di stasera ;-)

Però questa pasta me la sono fatta lo stesso ieri a pranzo, buona ma buona, ne ho mangiati solo 50 gr. ma non potevo (non volevo ;-) ) assolutamente rinunciarvi!

Ho solo apportato qualche piccola modifica, tipo friggere anche i pomodorini, come fa Antonia, (ehehe se no era troppo leggera), e ho usato cacioricotta invece di caciocavallo, omesso la mozzarella, l'aglio...
si ok, la riscrivo ;-)

insalata di pennette


INSALATA DI PENNETTE, VERDURINE NOSTRANE E CACIORICOTTA, tratta e liberamente modificata da "Le ricette del Cilento" di Luciano Pignataro

Ingredienti:
1 peperone giallo
1 peperone rosso
2 zucchine
12 pomodorini
cacioricotta
1/2 cucchiaino di aglio, olio e peperoncino (oppure 1 spicchio d'aglio e peperoncino a piacere)
sale
origano
olio extra vergine di oliva abbondante

320 gr di pennette

Procedimento:
Friggere in olio evo, che copra completamente il fondo di una padella, i pomodorini tagliati in 4 spicchi, insieme a 1/2 cucchiaino di questo, oppure con aglio e peperoncino.
Toglierli e metterli da parte. Conservare un poco di olio di cottura dei pomodorini.
Nello stesso olio friggere prima le zucchine, poi i peperoni tagliati a bastoncini, e mettere da parte.
Salare poco tutte le verdure e lasciar raffreddare.

insalata di pennette, ingredienti

Nel frattempo far bollire l'acqua, cuocere le pennette molto al dente, scolarle e rovesciarle su un canovaccio asciutto, assolutamente senza passarle sotto l'acqua fredda.
E' importante poi asciugarla, altrimenti la pasta assorbe l'acqua e non rimane bella al dente.

Mettere le pennette in una ciotola insieme all'olio di cottura e all'origano e mescolare bene. Lasciare insaporire per una quindicina di minuti, poi aggiungere le verdurine, mescolare bene e lasciare insaporire almeno un'ora.
Al momento di servire aggiungere il cacioricotta grattato a julienne.

Qual è la vostra pasta fredda o insalata di pasta preferita?

piesse: Ah, se vi capita sottomano, questo libro compratelo... vale tutti i 10 euri e anche di più. Giuro che Luciano non mi ha pagato per dirlo, giuro :)

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venerdì 16 luglio 2010

Caffè freddo cremoso

Questo ce lo faceva lei qui, ed è stata la prima ricetta (vabbè ricetta si fa per dire ;-) ) che le ho chiesto, ancora prima di questa. essì perchè il caffè freddo, shakerato e non, mi piace e d'estate ne berrei a litri, come anche il tè, ma così cremoso non lo avevo ancora mai provato.

caffè freddo cremoso

La ricetta sarebbe da scrivere in due righe scarse, e infatti lei, quando gliel'ho chiesta, così me l'ha scritta: Il caffè freddo: caffè, zucchero e ghiaccio, tanto. Mixer e via, da bere subito!!! Sicuramente un tocco di... cannella potrebbe essere un tocco di classe!

Poi una volta a casa ho dato un'occhiata in giro, e ho trovato questo link interessantissimo e ho fatto un caffè freddo cremoso un po' diverso da quello di Pascale, diciamo due caffè freddi in uno, con panna!

E' caldo, e io non ho tanta voglia di scrivere e neppure voi di leggere, vero??
ok, quindi, sul perché e percome ho cambiato il procedimento guardate qui alla voce caffè frullato, oppure leggete come ho fatto io, e fidatevi ;-)
Ma ricordatevi al mattino di fare caffè abbondante, metterlo in frigo per avere un caffè freddo cremoso da urlo in 3 minuti scarsi !


CAFFè FREDDO CREMOSO per 2

2 tazzine di caffè già raffreddato
6 cucchiaini di zucchero
6/8 cubetti di ghiaccio
mixer con le lame

Si prendono tutti gli ingredienti e si da una prima frullata col mixer, per pochi secondi. Quando il ghiaccio non si sente quasi più e il caffè è ancora nero, si versa una prima parte del caffè shakerato nel bicchiere o nella coppa.
Si continua a frullare il resto fino a che si formerà una crema, e il caffè diventerà vellutato e cremoso.
Poi si aggiunge sul caffè freddo e si decora, se piace (a qualcuno non piace?) con la panna.

Si comincia gustando la panna morbida, per continuare con la crema di caffè fredda e per finire poi con il caffè nero e ghiacciato.

...

piesse: di solito appena finito si corre a farsene un altro, è una droga


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mercoledì 14 luglio 2010

La zuppa inglese

Un caldo infernale, un'afa che ti toglie pure la voglia di respirare, quella di cucinare effettivamente no, è che... insomma, non sono tra quelli che spengono il forno, anzi continuo ad accenderlo anche ad Agosto, e voglia di cucinare l'avrei anche ma solo col pensiero!
Sì, perché se la testa va il corpo non reagisce, e quindi... si cucina sì, ma cose semplici ;-)
E comunque caldo o no, la zuppa inglese era una vita che avevo voglia di rifarla, passata di moda?? dolce vecchio che non usa più? ebbene, me ne frego e lo fo lo stesso ;-)
zuppa inglese

Tra l'altro il destino ha voluto che il Nanni, al corso di Firenze, mi facesse 'sto regalo strepitoso, l'Alchermes di Firenze fatto in casa, e la A maiuscola non è un caso ;-)
L'alchermes lo avevo in testa da un po' ma trovare la cocciniglia pare sia 'na cosa non tanto semplice.
Qualche tempo dopo mi scrive il Nanni
- Paoletta lo hai provato?? vorrei un tuo parere...
- ehmm, ancora no, ma me lo tengo caro per quando avrò tempo, voglia e ispirazione per qualcosa di prezioso.
Be', mo parrà strano, ma la zuppa inglese per me lo è. E' il dolce dei miei ricordi di bambina, ancora prima deltiramisù.

Ma credo che, affezionati a questi dolci un po' così demodé lo siamo un po' tutti, sarà per questo che sulla zuppa inglese ci sono diatribe a non finire?
Chi non l'ha mai sentito dire o detto? la mia l'è la più bona di tutti, oppure, ma è toscana? è nata in emilia romagna?? o è napoletana??
E la crema pasticcera, solo bianca o anche al cioccolato? oppure crema inglese? e qui dissento!
Pure l'Artusi lo dice, testuali parole: In Toscana - ove, per ragione del clima ed anche perché colà hanno avvezzato così lo stomaco, a tutte le vivande si dà il carattere della leggerezza e l'impronta, dov'è possibile, della liquidità - la crema si fa molto sciolta, senza amido né farina e si usa servirla nelle tazze da caffè. Fatta in questo modo riesce, è vero, più delicata, ma non si presta per una zuppa inglese nello stampo e non fa bellezza. Eccovi le dosi della crema pasticcera, così chiamata dai cuochi per distinguerla da quella fatta senza farina.

Pure tra savoiardi e pan di spagna ci sono fazioni, ma l'Artusi mette i savoiardi, e io anche... di solito :)
Insomma è una di quelle preparazioni sulle quali siamo tutti un po' talebani, ognuno ne rivendica la provenienza, e soprattutto gli ingredienti!

Ebbene io rivendico la mia, anche se stavolta ho infranto la grande tradizione dei savoiardi, udite, ho usato il pan di spagna!

Ma c'è un perché, è una scelta voluta... il pan di spagna è il mio tallone d'Achille, ho provato almeno tre volte a farlo, niente, non mi riusciva, e stavolta avevo deciso che doveva riuscirmi, e non si sarebbe sgonfiato.
Ho seguito attentamente tutte le dritte che trovate da lei, poi le dosi e alcuni consigli del Maestro.
Una cosa, soprattutto, sbagliavo. Quasi tutte le ricette prevedono di montare almeno 20', ma questo dipende dal tipo di planetaria e dalla velocità delle fruste. Io andavo oltre.
La montata, semplicemente, è pronta quando scrive. Io mi intestardivo a montare quel tempo, ma il Maestro dice che se si va oltre, le proteine delle uova rilasciano acqua e poi se la prende la farina... ( detto molto in parole povere, eh?? )
Inoltre la farina, va aggiunta setacciata in tre volte ma con la spatola, io usavo la frusta a mano che, per quanto si possa stare attenti, smonta il composto.
La cottura a bassa temperatura, circa 160° altrimenti poi prende odore di uovo.
Risultato? già, vi starete chiedendo... Paoletta come ti è venuto questo pan di spagna?
Be', direi non male, ma si può migliorare
E se avete altri consigli, li leggo ben volentieri!

Ho usato la mia crema pasticcera con le uova intere e panna, che adoro a tal punto da non poter più tollerare il sapore di una pasticcera classica.
Insomma, così ho ho fatto...

LA ZUPPA INGLESE

Per il pan di spagna:
4 uova medie (da 55/50 gr)
128 gr di zucchero
128 gr di farina 00
1 pizzico di sale

1 stampo da 24 cm.
burro fuso per lo stampo
1 pennello

Procedimento:
Montare le uova a temperatura ambiente, col pizzico di sale e con lo zucchero fino a che il composto scrive.
Aggiungere la farina setacciata in tre volte, mescolando da sotto a sopra con la spatola, affondandola di taglio e rialzandola di piatto.
Si aggiunge la farina quando la precedente non è ancora stata assorbita del tutto.
Imburrare col pennello lo stampo e versarvi il composto delicatamente. Infornare a 160° per circa 25'. Non aprire mai il forno prima che siano passati 20'. Lasciar raffreddare in forno a sportello semichiuso, dopodiché sfornare il pan di spagna sulla gratella da pasticceria.
Si può preparare anche il giorno prima, anzi è meglio.

Per la crema pasticcera:
Ne basta metà dose della mia ricetta, qui. Non appena sarà pronta, basterà aggiungere ad una metà del cioccolato fondente tritato e mescolare velocemente fino a che si sarà sciolto.
E' ottima perché rimane bella sostenuta e, come dice l'Artusi, per la zuppa inglese si presta una crema soda.

Per l'alchermes:
Se volete provare a farlo da soli, qui la ricetta del Nanni.

Per la bagna:
Ho usato più o meno le dosi delle pesche dolci:
zucchero gr 140
acqua gr 120
alchermes gr 100

Unire l'acqua e lo zucchero nella casseruola e portarla a bollore. Far bollire circa 3 minuti. A fuoco spento, unire l'alchermes.

Procedimento:
Tagliare il pan di spagna a fette, bagnarlo nello sciroppo e disporre uno strato in una pirofila grande o nelle ciotoline monoporzione.
Coprire con della crema al cioccolato, e continuare alternando le fette bagnate, alla crema gialla e e quella al cioccolato. Alla fine, se piace, decorare con una spolverata di cacao amaro, ma non è indispensabile.
Porre in frigo qualche ora prima di mangiarla a cucchiaiate direttamente dalla ciotola.

piesse: pare 'na cosa lunga, ma c'è voluto di più a scrivere la ricetta che a fare la zuppa inglese, credetemi :)
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venerdì 9 luglio 2010

La pasta frolla di Pascale

Una delle cose che mi piace dei corsi, è anche il fatto di parlare con tante persone, di scambiare ricette, consigli, a volte trucchi e di quotidianità, invece, mica si trovano tutti i giorni una trentina di persone tutte assieme con le quali parlare di cucina :)

la frolla di Pascale

Be' della pasta frolla avevo già detto nel blog, avevo pubblicato il procedimento passo, passo del mio metodo, mi ero applicata con la ovis mollis... e devo dire poco altro ancora. Be' la pasta frolla non è una di quelle preparazioni che occupano troppo spesso i miei pensieri culinari. Non capita spesso che vada a cercare nuovi metodi, a parte quella volta lì, o che mi metta a provare nuove proporzioni degli ingredienti.

La crostata poi non è nemmeno una di quelle cose che preparo spesso, a volte sì, giusto se devo far fuori qualche marmellata, e devo dire che non l'amo particolarmente.
Alla Tenuta, invece, ho assaggiato quella di Pascale, ed aveva qualcosa di diverso...
Pascale, lo avevo già scritto, è la deliziosa francese proprietaria della Tenuta San Marcello, l'agriturismo che ha ospitato i corsi delle Marche.
Pascale mi confessava che lei non cucina moltissimo, ma ci tiene a dire che le colazioni le prepara lei e infatti la tenuta profumava di buono, di casa.

Quando ho assaggiato la sua frolla, le ho chiesto subito e mi ha raccontato che è stato insieme a Massimo che è arrivata a quella che è la loro ricetta, della quale, e insieme, vanno molto orgogliosi.

Quel che mi ha colpito è stato il tono dolce, un poco rustico al tempo stesso, grazie a poca farina integrale e quel pizzico di sale che di solito non senti, e che invece nella loro crostata percepisci, ma ovviamente non prevale, ma che dava quel contrasto dolce/salato che mi ha fatto letteralmente impazzire.

E com'è - mi sono chiesta - che io nella mia frolla non lo sento?
Allora Pascale, mi ha raccontato - o è stato Massimo? - forse tutti e due, che la ricetta l'hanno studiata insieme, che il sale non lo setacciano insieme alla farina, ma lo aggiungono alla fine, all'ultimo rimescolamento di tutti gli ingredienti!
Be', penso che la rifarò spesso in questa maniera, il lieve tocco rustico e il contrasto del sale che rompe quel troppo dolce che hanno quasi sempre le frolle, mi ha affascinato intanto la segno qui, sul blog, altrimenti rischio di perdere quel foglietto volante che (spero) stia ancora nella mia borsa...


LA PASTA FROLLA DI PASCALE

Per una crostata:
200 gr di farina 00
30 gr di farina integrale
30 gr di fecola
1/2 bustina di lievito chimico
100 gr di zucchero
150 gr di burro
1 uovo
1/2 cucchiaino raso di sale

Procedimento:
Be', non c'è da dire molto se non che vanno setacciate le farine e il lievito, va messo tutto insieme nel mixer tranne il sale che va messo giusto all'ultimo giro.
Per il resto tutto come una normale frolla, va in frigo, va lasciata riposare 30' (anche se mi pare che Pascale abbia detto che non la lascia neppure riposare) e va stesa in uno stampo da 24/26 cm.
La cottura, al solito, 180° fino a che è dorata.

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mercoledì 7 luglio 2010

si fa presto a dire... Melanzane a funghetto!

eggià, si fa presto! Il fatto è che a me le melanzane a funghetto piacciono da morire, ma le faccio raramente, perché a casa piacciono solo a me, e quindi, onde evitare un'indigestione, mi limito!
Di certo mai avevo pensato di postarle nel blog, è una di quelle ricette così, un po' ovvie, tipo l'uovo fritto o gli spaghetti al pomodoro, ma vi sembrano ricette per cui aprire un post nel blog? ;-)

Ma se un pomeriggio caldo e sonnacchioso, uno apre coquinaria, vede un post del mitico Marco Metelli, insomma il mio amico Cansado, che inizia così, appunto... si fa presto a dire melanzane a funghetto...

melanzane a funghetto

e continua con...

Analisi critica ed esegesi della melanzana al funghetto, di Cansado
Si fa presto a dire melanzane al funghetto. Ho imparato, nei ristoranti e nelle trattorie, ad essere diffidente. Ti possono portare un piatto acquoso in cui le melanzane sono praticamente semicrude (orrore) oppure una mota informe, una specie di purea violacea di sapore incerto.
La prismaticità delle melanzane al funghetto non dipende dagli ingredienti. Si possono aromatizzare con prezzemolo, origano, menta o basilico. Tutte e quattro queste erbe si accoppiano benissimo alla melanzana pur essendo totalmente diverse una dall' altra. Ci si puo' mettere del concentrato di pomodoro oppure ometterlo, e lo stesso dicasi del peperoncino piccante. Si possono pretrattare le melanzane con il sale oppure non farlo.
La prismaticità della melanzana al funghetto dipende dal metodo di cottura.
Due regole fondamentali
1 non mescolare MAI con il cucchiaio, spadellare soltanto
2 fuoco alto all' inizio per rosolare e dare struttura alla superficie esterna (al limite del bruciaticcio) e continuare a fuoco basso
Alla fine i singoli pezzi, che saranno perfettamente integri, dovranno offrire una moderata resistenza alla forchetta, per essere però teneri e cremosi all' interno. Il meglio lo danno a temperatura ambiente.

Il mondo senza melanzane sarebbe molto più brutto
(concordo, a casa non sanno cosa si perdono, ehehehe)


Le reazioni di chi legge possono essere due:

1. Pensi... madò, ma io le melanzane al funghetto, come le faccio? spappolate?? semicrude?? ommadonnamia!!
2. Ti piglia una voglia irrefrenabile di melanzane a funghetto, seguita da un rimorso tremendo perché sai che ci mangerai un filone di pane, e non puoi ché sei a dieta :(
E se pure sai che le mangerai solo te, che sei a rischio di indigestione perché ne mangerai una padellata intera, non ce sta nient 'a fa, ti procuri delle belle melanzane sode, il più presto possibile, perché è meglio vivere di rimorsi che di rimpianti.
Ragion per cui esci in giardino e cogli la mentuccia, subito.

Ora, analizzando la ricetta di cansado, va tutto bene, anche il concentrato di pomodoro che non ci ho mai messo, ma sono disposta a provare.
Va bene il metodo, e credetemi è perfetto! ma c'è una cosa su cui non transigo... sulle melanzane a funghetto ci va la mentuccia, ci va! quell'erba fantastica e profumata che cresce nel mio giardino tra le erbe spontanee ;-)
Niente origano, prezzemolo o altre erbe varie, al massimo una fogliolina di basilico... (sono drastica?? e va be', suvvia qualche volta ;-) )

Passo successivo, leggerti le 9 pagine del post e ricostruire la ricetta (no, è un metodo) sì perché lui l'ha scritta due righi qui, un mezzo rigo di là, e ancora un po' di qua, e so solo io cosa mi ci è voluto per ricostruire il tutto, ma cosa non si fa per amor di melanzane :))

Voi leggetevi pure tutto il post, o, se volete far prima, leggete sotto come le ho preparate, seguendo ovviamente le sue indicazioni, sono le melanzane a funghetto più buone che abbia mai preparato.
Peccato che stasera io non possa cenare, (pazienza, non finosco di scrivere il post oltre la mezzanotte ;-) ) mi sento giusto lievemente pesante... ehmm sì, oggi mi so fatta fuori tutta la padella e ho iniziato stamani alle 10 e mezzo - mentre facevo la foto - per finirla a ora di pranzo :((
sigh, lacrime di coccodrillo!
Cansado possono andare???


SI FA PRESTO A DIRE MELANZANE A FUNGHETTO, Analisi critica ed esegesi della melanzana al funghetto, di Cansado

Ho rosolato l'aglio schiacciato nell'olio caldo, poi ho aggiunto le melanzane a tocchetti e con la buccia, 3 grosse, con 2 cucchiai di concentrato di pomodoro il peperoncino e la mentuccia. Ho spadellato un po', a padella scoperta, e poi solo ogni tanto. Devono anche rimanere ferme per potersi rosolare.
Poi ho salato, abbassato il fuoco e aggiunto altro olio, ovviamente extravergine. Si sono cotte in una decina di minuti, devono rimanere integre, rosolate fuori e cremose dentro.
Alla fine ho aggiunto una foglia di basilico spezzettata, ho messo il coperchio e mangiato tiepido il giorno dopo, fino a sentirmi male.

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lunedì 5 luglio 2010

I corsi alla Tenuta San Marcello nelle Marche

Siamo arrivati alla tenuta in un pomeriggio di pioggia, quella pioggerella leggera estiva, di quelle che prevedono l'arcobaleno.
Ci ha accolto Pascale, con un sorriso, stava preparando il pranzo ai bambini, e Massimo, entrambi dispiaciuti che non ci fosse un bel sole al nostro arrivo.

Pascale
Pascale che impasta

Ma la pioggia è brutta sull'asfalto, in mezzo al grigiore, è splendida invece quando cade sull'erba e la rende luccicante, profumata e di un verde brillante. E' bella quando copre le distese di spighe gialle e se chiudi gli occhi ne senti forte il profumo e ti pare di star in riva al grano.

landscape

Le colline marchigiane hanno una magia tutta loro, un pizzico di quel rigore così un po' toscano misto a quel fascino aspro delle colline umbre.
La Tenuta San Marcello mi aveva già affascinato nelle foto qui sul sito o su fb, ma esserci dentro è tutt'altra cosa, è come immaginarsi dentro ad un quadro, un quadro perfetto... la splendida piscina, i tramonti spettacolari, il profumo della lavanda, e poi quella semplicità elegante degli arredi, il cibo e quel farti sentire a casa in cui Pascale e Massimo sono bravissimi!

buffet

Credo che le mie stesse sensazioni le abbiano provate i partecipanti, quando sono arrivati alla Tenuta, infatti sono bastati pochi minuti perché l'atmosfera fosse subito allegra e amichevole, il tempo del buffet, e quello di presentarmi, un po' distratta, come al solito... ehmm, Elena ricordi la telefonata??

teoria

A me dei corsi - lo posso dire? - piace l'atmosfera rilassata, i visi sorridenti, perché impastare, l'ho sempre detto, è terapeutico, è fatica questo sì, e sarà per questo quindi che si scaricano le tensioni, o sarà l'attesa della lievitazione, che ha qualcosa di magico...

A questo proposito, vorrei riportare qui le parole che mi ha inviato Paola, la vedete nella foto degli scrittori, terza foto, lei sta a sinistra con la penna in mano.
Grazie Paola!

Nel mondo esistono molte cose brutte. Quando ero piccola pensavo che il male non esistesse, che le famiglie fossero indissolubili, che gli amori durassero in eterno... poi cresci e l'amarezza a volte prende il sopravvento.
Ma è li che scopri che hai grandi risorse, e così ho fatto io. E quando devi uscire da un momento difficile provi vecchie strade, ma anche nuove... e così leggere una ricetta, leggerci un po di poesia, leggerci una storia o un'emozione aiuta... aiuta a distrarsi, ma aiuta anche perchè è come una sfida, è prendersi cura delle persone a cui si vuole bene e prendersi cura di se stessi. Sono una ragazza semplice allegra e molto sensibile, forse con un'anima troppo delicata per questo mondo, ma forte e coraggiosa..
Impastare è divertente, ho trascorso 2 giorni davvero speciali, non impegnativi, in un posto bello! e poi stare tra le persone è bello, anzi meraviglioso e se fossimo tutti più capaci di apprezzarci il mondo sarebbe migliore.

impasti-1

E di certo - non me ne voglia nessun'altro, ma... - non ho mai visto impastare bene così! vi presento Sophie, 7 anni e mezzo, ce lo ha nel sangue, anche più brava della sua mamma, che pure le spiega benissimo come "vedere il velo" ;-)

sophie collage

E di certo impastare è meglio, la teoria, invece... (ma non è uno sbadiglio quello) vero Alessandra?? ;-)

teoria-1

Ma di sicuro così tanti appunti, come li visti prendere a questi due corsi delle Marche, non m'era mai capitato, hanno scritto più loro in due corsi che in tutti quelli fatti fin'ora :)
Caro Maestro, t'assicuro che il libro ce lo hai già scritto!
La bionda della prima foto sotto ha scritto almeno una decina di capitoli ;-)

appunti
appunti-bn

Oddio, anche a fotografi eravamo messi bene, non ricordo più quanti gigabait sono stati scattati, ma tanti, tanti... :)

fotografi

Ma hanno anche impastato, e posso dire con certezza - se pure non ho foto delle prove - pure molto bene!

impasti

Qui le solite prove del velo che generano 'sti sorrisi un po' così, tra il beato e l'estasiato :)

il-velo

... dicevo, non ho foto delle preparazioni, e infatti è stato spazzolato tutto nel giro di pochi minuti, ehmm manco una foto delle preparazioni so' riuscita a fare :(
(qualcuno tra i fotografi ne ha??)

Ho fatto fatica a fotografare pure la mitica pizza napoletana di Adriano, ma non posso dar tutti i torti a chi gironzolava attorno al forno a legna ( e cioè tutti ;-) ) nell'attesa che uscisse...

La vera pizza napoletana

E' da sbattersi per terra! e chi l'ha assaggiata fin'ora può testimoniare, solo per questa val la pena partecipare ai corsi!

pizza-napoletana

... oddio, anche per il calzone c'è chi ci ha perso letteralmente la testa :) Per i prossimi corsi, trovateci dei posti col forno a legnaaaaaaaaaaaaaaaa!!
nun se po' perde 'na robba così :)

calzone

E' un finale di quelli letteralmente da sballo, peccato non sempre possibile ;-)

A proposito di finale...
Ragazzi del 1° corso, ci siete tutti? (no, mancava Pascale - ehehe, cosa stavi mangiando? - e Sophie...
clik!

1-gruppo

2° corso, tutti accanto al forno a legna (pure il gatto :) )

2-gruppo

Loro possono dire... io c'ero!

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